| Riferimento: | A53162 |
| Autore | Ferdinando ARTARIA |
| Anno: | 1829 ca. |
| Zona: | Roma |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 205 x 160 mm |
| Riferimento: | A53162 |
| Autore | Ferdinando ARTARIA |
| Anno: | 1829 ca. |
| Zona: | Roma |
| Luogo di Stampa: | Milano |
| Misure: | 205 x 160 mm |
Piccola pianta di Roma inserita nella Nuovissima guida dei viaggiatori in Italia, stampata a Milano, presso Epimaco e Pasquale Artaria.
In basso a destra Plan de la Ville de Rome. A sinistra 34 numeri di legenda. Datazione ed editore riportati solo nell'opera. Essendo realizzato solo l'emiciclo verso il Pincio di piazza del Popolo raffigura Roma attorno al 1820. Arrigoni e Bertarelli al n. 203 citano una probabile prima edizione della guida di Artaria edita a Milano nel 1829.
Acquaforte, ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
Marigliani, Le Piante di Roma, p. 310, n. 237.
Ferdinando ARTARIA (Blevio 1781 - 1843)
|
La famiglia Artaria, originaria di Blevio in Brianza, per ben tre secoli si dedica al commercio e all'editoria di stampe. Cesare Artaria fonda il ramo tedesco alla fine del XVII secolo, in Austria e Germania, che prosegue con i figli Cesare, Domenico I e Giovanni Casimiro e quindi con i nipoti Domenico II e Giovanni Maria che proseguono l'attività fino al 1853. Ferdinado Artaria risulta attivo a Vienna già dal 1812, sebbene nel 1805 avesse fondato il ramo milanese della tipografia, che proseguì con il figlio e, con alterne vicende, fino al 1921. Bibliografia: Valerio, Cartografi Veneti, p. 142
|
Ferdinando ARTARIA (Blevio 1781 - 1843)
|
La famiglia Artaria, originaria di Blevio in Brianza, per ben tre secoli si dedica al commercio e all'editoria di stampe. Cesare Artaria fonda il ramo tedesco alla fine del XVII secolo, in Austria e Germania, che prosegue con i figli Cesare, Domenico I e Giovanni Casimiro e quindi con i nipoti Domenico II e Giovanni Maria che proseguono l'attività fino al 1853. Ferdinado Artaria risulta attivo a Vienna già dal 1812, sebbene nel 1805 avesse fondato il ramo milanese della tipografia, che proseguì con il figlio e, con alterne vicende, fino al 1921. Bibliografia: Valerio, Cartografi Veneti, p. 142
|