Tabula Asiae VIII

Riferimento: S5127
Autore Giovanni Antonio MAGINI
Anno: 1596
Zona: Cina Occidentale
Luogo di Stampa: Venezia
Misure: 180 x 135 mm
150,00 €

Riferimento: S5127
Autore Giovanni Antonio MAGINI
Anno: 1596
Zona: Cina Occidentale
Luogo di Stampa: Venezia
Misure: 180 x 135 mm
150,00 €

Descrizione

Carta della Cina occidentale e di parte della Mongolia che mostra le regioni note fin dall'epoca tolemaica come Serica e Scizia orientale.

La Scizia e la Serica erano entrambi imperi durante l'antichità classica dell'Europa, con la Scizia che formava un impero nomade sciolto che si estendeva dall'Europa orientale fino ai confini della Cina. Di Serica si sa meno, ma si pensa che fosse la parte della Cina raggiunta dalla via della seta via terra, a differenza della Sinae, che era la parte della Cina più facilmente raggiungibile via mare.

Gran parte delle conoscenze presentate sulla mappa rimangono tolemaiche. Le città, le montagne e i fiumi indicati sono tutti originari di una proiezione tolemaica, qui aggiornata per essere localizzata sulla proiezione rettangolare di Mercatore. Bisognerà attendere il XIX secolo perché queste regioni poco visitate vengano mappate in modo estensivo dagli europei.

Carta geografica tratta dalla Geografia cioè descrittione universale della Terra di Claudio Tolomeo curata dal Magini, per la prima volta stampata a Venezia nel 1596, presso gli Eredi di Simon Galignani de Karera.

La raccolta maginiana contiene 64 incisioni in rame finemente intagliate da Girolamo Porro e fu poco dopo copiata da Petrus Keschedt, un editore di Colonia (le mappe delle due edizioni sono pressoché indistinguibili).

Una successiva ristampa del lavoro di Magini, con la traduzione di Leonardo Cernoti dal testo latino, venne stampata a Padova dai fratelli Galignani nel 1621. 
Con l’ultima, postuma, edizione maginiana della Geografia “the long series of editions of Ptolemy’s Geography, revised and extended as text books of modern geography, seems to have come to an end” (Stevens, 1972, p. 22).

Incisione in rame, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione.

Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)

Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.

Giovanni Antonio MAGINI (1555 - 1617)

Giovanni Antonio Magini è stato un affermato matematico, astronomo, e cartografo italiano. Come cartografo, il suo nome è legato all’atlante “Italia”, che fu pubblicato dal figlio Fabio nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnorldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’importanza di questo lavoro del Magini è notevolissima, come pure l’influenza sulla cartografia della penisola per i successivi due secoli: da Ortelius ai principali cartografi ed editori olandesi, tutta la cartografia della penisola è tratta dal lavoro del matematico padovano.