| Riferimento: | S47139 |
| Autore | Jacques CALLOT |
| Anno: | 1607 ca. |
| Misure: | 80 x 120 mm |
| Riferimento: | S47139 |
| Autore | Jacques CALLOT |
| Anno: | 1607 ca. |
| Misure: | 80 x 120 mm |
Conversione di San Paolo, con Cristo che scende dal cielo.
Bulino, 1607/11 circa, firmata in basso “I. Callot fecit”.
Da un dipinto distrutto di Orazio Gentileschi. Esemplare del secondo stato, con il numero 2 in basso a sinistra.
Dall'insieme denominato “Delineationes picturae altarium in Ecclesiis S. Petri et S. Pauli Romae” [Tableaux de Rome], una serie di trenta stampe che rappresentano le pitture d'altare di S. Pietro e S. Paolo fuori le mura (Lieure 16-45). Inizialmente pubblicata senza alcuna iscrizione (dettaglio di produzione o numero), la serie è stata riedita in due parti: una numerata 1-16, l'altra numerata 1-13.
Questa lastra è l'ultima eco superstite di un dipinto eseguito da Orazio Gentileschi per San Paolo fuori le Mura nel 1603 e distrutto da un incendio nel 1823.
Bella impressione su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.
Nella prima metà del XVII secolo, Jacques Callot rinnovò il linguaggio dell'arte grafica sviluppando e valorizzando le potenzialità dell'acquaforte. Nato a Nancy nel 1592, completò la sua formazione artistica in Italia, soggiornando a Roma tra il 1608 e il 1611, dove apprese l'incisione con il bulino e stabilì i primi contatti con la comunità degli incisori. Il suo mecenate, tra il 1612 e il 1620, fu Cosimo II de' Medici, alla cui corte si guadagnò grande fama sia come incisore di raffinata abilità che come conoscitore di gusto e intelligenza. Gli anni del suo soggiorno fiorentino furono ricchi di opere che consolidarono la sua fama. Dopo la morte di Cosimo II nel 1621, Callot tornò a Nancy, dove ricevette nuovi illustri mecenati, tra cui il Duca di Lorena e l'Infanta di Spagna. La sua fama si consolidò definitivamente con la commissione, ricevuta tramite Richelieu, di incidere L'assedio di La Rochelle e l'Île de Ré per il re di Francia, Luigi XIII. Nel 1630, iniziò a collaborare con l'editore parigino Israel Henriet, che pubblicò molte delle sue opere. Per la sua inesauribile inventiva nella scelta dei soggetti, la sua competenza tecnica e la sua attenzione al dettaglio e alla minuzia, l'opera di Callot rappresenta un punto di riferimento decisivo per l'intero sviluppo dell'incisione europea.
Bibliografia
Lieure 1927, Jacques Callot (34.II); Meaume 1860, Recherches sur la vie et les ouvrages de Jacques Callot (185.II); 'Jacques Callot' (Nancy 1992), n. 12.
Jacques CALLOT (Nancy 1592 - 1635)
|
Artista barocco, specializzato in arti grafiche, disegno e stampa, originario del Ducato di Lorena (stato indipendente al confine nord-est con la Francia). Realizzò acqueforti con rappresentazioni di cronache dell’epoca e della vita quotidiana della popolazione (soldati, buffoni, ubriaconi, accattoni e vari emarginati). Queste immagini sono spesso in contrasto con i meravigliosi paesaggi in cui sono sistemati (si veda ad esempio “La Tentazione di Sant’Antonio”). La sua abilità nel delineare ombre e nell’uso dei vari toni è davvero notevole per l’epoca, tanto da essere spesso accostato a Albrecht Dürer.
|
Jacques CALLOT (Nancy 1592 - 1635)
|
Artista barocco, specializzato in arti grafiche, disegno e stampa, originario del Ducato di Lorena (stato indipendente al confine nord-est con la Francia). Realizzò acqueforti con rappresentazioni di cronache dell’epoca e della vita quotidiana della popolazione (soldati, buffoni, ubriaconi, accattoni e vari emarginati). Queste immagini sono spesso in contrasto con i meravigliosi paesaggi in cui sono sistemati (si veda ad esempio “La Tentazione di Sant’Antonio”). La sua abilità nel delineare ombre e nell’uso dei vari toni è davvero notevole per l’epoca, tanto da essere spesso accostato a Albrecht Dürer.
|