Veduta del Monte Vesuvio

Riferimento: S41734
Autore Paolo PETRINI
Anno: 1718 ca.
Zona: Vesuvio
Luogo di Stampa: Napoli
Misure: 235 x 120 mm
180,00 €

Riferimento: S41734
Autore Paolo PETRINI
Anno: 1718 ca.
Zona: Vesuvio
Luogo di Stampa: Napoli
Misure: 235 x 120 mm
180,00 €

Descrizione

Prodotte all'origine come "costellazione" di vedute intorno alla propria pianta della città di Napoli, le stampe edite da Paolo Petrini nel 1718 contribuiranno ancora di più a fissare, nella mente di turisti e collezionisti, i luoghi destinati a divenire gli stereotipi vedutistici che rappresenteranno simbolicamente la città. 

Paolo Petrini lavorò a Napoli come incisore e libraio tra il 1692 e il 1748, traendo stampe da quadri del Lanfranco e di Luca Giordano, e mappe da Guillaume Sanson e Nicolas de Fer, oltre numerosi ritratti di uomini illustri napoletani. Realizzò anche un “Atlante Partenopeo” (1700), due incisioni per l’entrata di Filippo V e del cardinale Barberini (1702), un volume sui “Palazzi” (1713) e uno sulle “Chiese” (1718) di Napoli, oltre a una veduta della città di Napoli pubblicata nel 1698 che suscitò viva eco nell’editoria straniera. Tutta la sua opera è estremamente rara.

 

Acquaforte, in buono stato di conservazione.

Paolo PETRINI (Attivo a Napoli fine del XVIII secolo)

Paolo Petrini lavorò a Napoli come incisore e libraio tra il 1692 e il 1748, traendo stampe da quadri del Lanfranco e di Luca Giordano, e mappe da Guillaume Sanson e Nicolas de Fer, oltre numerosi ritratti di uomini illustri napoletani. Realizzò anche un “Atlante Partenopeo” (1700), due incisioni per l’entrata di Filippo V e del cardinale Barberini (1702), un volume sui “Palazzi” (1713) e uno sulle “Chiese” (1718) di Napoli, oltre a una veduta della città di Napoli pubblicata nel 1698 che suscitò viva eco nell’editoria straniera. Tutta la sua opera è estremamente rara. L’Atlante Partenopeo fu ristampato con aggiornamenti nel corso di buona parte del secolo XVIII.

Paolo PETRINI (Attivo a Napoli fine del XVIII secolo)

Paolo Petrini lavorò a Napoli come incisore e libraio tra il 1692 e il 1748, traendo stampe da quadri del Lanfranco e di Luca Giordano, e mappe da Guillaume Sanson e Nicolas de Fer, oltre numerosi ritratti di uomini illustri napoletani. Realizzò anche un “Atlante Partenopeo” (1700), due incisioni per l’entrata di Filippo V e del cardinale Barberini (1702), un volume sui “Palazzi” (1713) e uno sulle “Chiese” (1718) di Napoli, oltre a una veduta della città di Napoli pubblicata nel 1698 che suscitò viva eco nell’editoria straniera. Tutta la sua opera è estremamente rara. L’Atlante Partenopeo fu ristampato con aggiornamenti nel corso di buona parte del secolo XVIII.