| Riferimento: | A50369 |
| Autore | Giovanni TEMINI |
| Anno: | 1618 |
| Zona: | Venezia |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 450 x 350 mm |
| Riferimento: | A50369 |
| Autore | Giovanni TEMINI |
| Anno: | 1618 |
| Zona: | Venezia |
| Luogo di Stampa: | Venezia |
| Misure: | 450 x 350 mm |
Una vera rarità veneziana attraverso l'unico esemplare conosciuto di primo stato.
Questa incisione di pregevole fattura di Giovanni Temini, datata 1618, cattura vividamente la grandiosità dello “Sposalizio del Mare”, una delle cerimonie più iconiche della Repubblica di Venezia.
La stampa commemora la Festa della Sensa (Festa dell'Ascensione), una festa civica e religiosa che si celebrava ogni anno il giorno dell'Ascensione, durante la quale il Doge di Venezia salpava a bordo del sontuoso Bucintoro, la galea di stato, fino all'imboccatura del porto di San Nicolò del Lido. Lì, in un rituale che simboleggiava il dominio di Venezia sul mare, lanciava un anello d'oro nell'Adriatico pronunciando "Desponsamus te, mare" [Ti sposiamo, mare], riaffermando il legame sacro e politico della città con le acque che ne garantivano la prosperità.
L'incisione di Temini offre una prospettiva dinamica e duplice della cerimonia, raffigurando sia la partenza da Piazza San Marco sia l'arrivo al Lido, condensando la solennità e la spettacolarità dell'evento. La fitta flotta di imbarcazioni nobili e popolari raffigurata attorno al Bucintoro sottolinea l'ampia partecipazione civica e lo spirito festoso che caratterizzavano l'occasione. La scena è resa con notevole chiarezza e movimento, sebbene, come osservato da critici successivi, Temini sembri non avere familiarità con la tecnica della voga alla veneta: i remi delle sue imbarcazioni sono posizionati in modo improbabile sullo stesso lato, il che avrebbe reso le imbarcazioni ingovernabili – un anacronismo ironico notato dagli studiosi veneziani.
Questo primo stato della stampa, contrassegnato dalla firma "Gio: Temini forma" nell'angolo in basso a destra e dallo stemma del Doge Antonio Priuli (eletto nel 1618) in alto a destra, è considerato eccezionalmente raro. Stati successivi, impressi dall’editore Stefano Scolari, modificarono la data al 1623, sostituirono il nome dell'artista con "In Venetia" e introdussero modifiche compositive, tra cui l'aggiunta di una figura in piedi in primo piano. Anche questi stati successivi sono estremamente rari; ne conosciamo solo pochi altri messi in vendita negli ultimi 25 anni.
Giovanni Temini fu un incisore italiano attivo all'inizio del XVII secolo, in particolare intorno al 1622. La sua opera è associata al periodo barocco ed è noto per le sue incisioni che spesso traevano ispirazione da importanti artisti del suo tempo.
Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, piccola mancanza restaurata lungo il bordo inferiore centrale, per il resto in ottime condizioni.
Giovanni TEMINI (attivo tra il 1620 e il 1650)
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Incisore attivo a Venezia, come si ricava dalla firma apposta su una stampa rilevata nella Diocesi di Trento (Gio: Temini F. Venezia). Il suo nome è apposto su un ritratto di Carlo I di Gonzaga-Nevers, duca di Mantova, datato 1622 il che permette di circoscrivere con almeno un termine cronologico l'epoca della sua attività.
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Giovanni TEMINI (attivo tra il 1620 e il 1650)
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Incisore attivo a Venezia, come si ricava dalla firma apposta su una stampa rilevata nella Diocesi di Trento (Gio: Temini F. Venezia). Il suo nome è apposto su un ritratto di Carlo I di Gonzaga-Nevers, duca di Mantova, datato 1622 il che permette di circoscrivere con almeno un termine cronologico l'epoca della sua attività.
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