| Riferimento: | S11256 |
| Autore | Achille VIANELLI |
| Anno: | 1830 ca. |
| Zona: | Cava dei Tirreni |
| Misure: | 275 x 195 mm |
| Riferimento: | S11256 |
| Autore | Achille VIANELLI |
| Anno: | 1830 ca. |
| Zona: | Cava dei Tirreni |
| Misure: | 275 x 195 mm |
Disegno finemente eseguito a matita con rialzi in biacca su carta marroncina, circa 1830/40.
Il foglio, come tipico dello stile dei viaggiatori del Grand Tour del XIX secolo, apparteneva ad un taccuino da viaggio, e viene attribuito alla mano di Achille Vianelli.
Raffigura una veduta di Cava dei Tirreni caratterizzata da un'atmosfera sospesa e naturalistica, tipica dello stile della Scuola di Posillipo. La composizione si sviluppa attraverso diversi elementi chiave. Il Primo Piano e la Gola sono dominati da una natura incontaminata, con alberi dai fusti sottili e arbusti resi con tratti veloci e leggeri. Al centro si apre una sorta di gola o vallata rocciosa che guida l'occhio dell'osservatore verso l'interno del paesaggio, tipica della morfologia del territorio cavese. Nella parte medio-alta, sulla sinistra, emerge un nucleo di edifici storici o un piccolo borgo rurale arroccato sul pendio.
L'uso della matita e dell'inchiostro su carta marroncina conferisce un tono intimo e quasi documentaristico alla veduta. L'elemento più significativo è l'uso sapiente della biacca (un pigmento bianco). Questi rialzi di bianco sono concentrati soprattutto sulle facciate degli edifici e su alcune pareti rocciose colpite dal sole, creando un forte contrasto luminoso che fa emergere l'architettura dal resto del paesaggio ombreggiato.
Nato a Porto Maurizio nel 1803, Achille Vianelli si stabilì giovanissimo a Napoli, dove la sua carriera fu favorita dall’appoggio del consolato francese. La sua formazione fu ricca e variegata: frequentò inizialmente il Reale Officio Topografico e lo studio di Hubert, per poi passare nel 1821 sotto la guida di Antoon Sminck van Pitloo, il maestro che rivoluzionò il paesaggio napoletano. In questo fertile ambiente strinse un sodalizio artistico e familiare con Giacinto Gigante, il quale sposò sua sorella Eloisa, mentre l’altra sorella, Flora, andò in sposa all’editore Teodoro Witting.
Tra il 1829 e il 1834, Vianelli fu impegnato nella prestigiosa impresa delle illustrazioni per il Viaggio Pittorico del Regno delle Due Sicilie. Nel 1836 soggiornò a Roma, entrando in contatto con Guillaume Bodinier e l’ambiente di Camille Corot. La sua carriera fu coronata nel 1848 dalla nomina a Cavaliere dell’Ordine di Francesco I. Nello stesso anno si trasferì a Benevento, dove fondò una celebre scuola di pittura nel chiostro di Santa Sofia, formando artisti come Gaetano De Martini, che gli dedicò un celebre ritratto. Si spense a Benevento nel 1894.
Achille Vianelli è celebrato soprattutto per la sua straordinaria abilità nel genere della veduta, che perfezionò attraverso continui viaggi nell’Italia meridionale per sperimentare il disegno dal vero. Sebbene fosse un abile pittore a olio — come dimostrano i suoi rari paesaggi dai passaggi cromatici morbidi vicini alla Scuola di Posillipo — la sua fama internazionale è legata indissolubilmente alla tecnica dell’acquerello in monocromo bruno, la seppia.
La sua produzione più iconica riguarda le vedute d’interni, in particolare di chiese e complessi conventuali napoletani e campani. In queste opere, Vianelli riusciva a catturare la solennità degli spazi e i giochi di luce con una precisione quasi topografica, ma intrisa di una profonda sensibilità atmosferica. Fu inoltre un eccellente incisore, autore di fortunate serie come le Scene popolari di Napoli, pubblicate da Witting nel 1831, che documentano con occhio acuto e partecipe la vita quotidiana e l’urbanistica della sua epoca.
Applicato su un supporto di collezione, in ottimo stato di conservazione.
Achille VIANELLI (Porto Maurizio di Imperia, 1803 - Benevento, 1894)
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Pittore e autore di stampe italiano. Nel 1819 si trasferì a Napoli dove, insieme con Giacinto Gigante, frequentò le botteghe di Wolfgang Huber e Antonio Sminck Pitloo. Apprese come utilizzare la ‘camera lucida’, e la sua prima opera è legata profondamente alla tradizione delle vedute panoramiche, nonché all’utilizzo delle tecniche di Raffaele Carelli (1818–1900). In breve tempo, abbandonò la pittura ad olio a favore dell’acquerello e della seppia, con i quali guadagnò grande fama, assumendo gradualmente uno stile pittorico più libero e quasi impressionista. Le vedute tipiche sono la Baia di Napoli (tempera; Firenze, Uffizi) e la Madonna del Soccorso a Forio d’Ischia (acquerello, 1893; Benevento, Mus. Sannio). Gli interni sono caratterizzato da un uso evocativo di luci ed ombre diffuse, come nel giovanile Grotto del Palazzo Donn’Anna (1825; Napoli, Mus. N. S Martino) e anche nell’Interno della Cattedrale di Salerno (1841; Napoli, Accad. B.A.).
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Achille VIANELLI (Porto Maurizio di Imperia, 1803 - Benevento, 1894)
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Pittore e autore di stampe italiano. Nel 1819 si trasferì a Napoli dove, insieme con Giacinto Gigante, frequentò le botteghe di Wolfgang Huber e Antonio Sminck Pitloo. Apprese come utilizzare la ‘camera lucida’, e la sua prima opera è legata profondamente alla tradizione delle vedute panoramiche, nonché all’utilizzo delle tecniche di Raffaele Carelli (1818–1900). In breve tempo, abbandonò la pittura ad olio a favore dell’acquerello e della seppia, con i quali guadagnò grande fama, assumendo gradualmente uno stile pittorico più libero e quasi impressionista. Le vedute tipiche sono la Baia di Napoli (tempera; Firenze, Uffizi) e la Madonna del Soccorso a Forio d’Ischia (acquerello, 1893; Benevento, Mus. Sannio). Gli interni sono caratterizzato da un uso evocativo di luci ed ombre diffuse, come nel giovanile Grotto del Palazzo Donn’Anna (1825; Napoli, Mus. N. S Martino) e anche nell’Interno della Cattedrale di Salerno (1841; Napoli, Accad. B.A.).
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