Paesaggio con una locanda

Riferimento: S43004
Autore Ercole BAZZICALUVA
Anno: 1638
Misure: 170 x 120 mm
900,00 €

Riferimento: S43004
Autore Ercole BAZZICALUVA
Anno: 1638
Misure: 170 x 120 mm
900,00 €

Descrizione

Acquaforte, 1638, nell’immagine, in basso a destra “Jac. Callot fe.”

Ottimo esemplare, impresso su carta coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione.

Allievo di Giulio Parigi, l'artista pisano si firmava Ercole Bazicaluva, Bazzicaluna, Bazzicaluve, e Bazzicalune. I suoi disegni di paesaggio suggeriscono quel sentimento toscano di piacere per la vita di campagna. Nel 1638 realizzò acqueforti con una serie di soggetti marini e paesaggi che lui stesso descrisse, nella dedica a Ferdinando II de’ Medici, Granduca di Toscana, come “terre straordinarie e immaginarie”.

Il frontespizio dell’insieme di dodici tavole era sconosciuto a Bartsch, che menziona solo un riferimento ad esse nel dizionario di Heineken. The Illustrated Bartsch riproduce uno stato successivo di questo foglio che ha l'indirizzo di De Rossi. Questo permette di identificare il set a p. 87 del catalogo della tipografia De Rossi del 1735 (A. Grelle Iusco p. 314) come "Paesi con la fama, di Ercole Bazicaluve in 12 mezzi fogli reali: bajocchi 30".

Sebbene questi siano lavori giovanili si presentano comunque come elegantemente composti e bilanciati, e ricordano gli spazi luminosi e la soffice vegetazione che troviamo anche nelle opere di Stefano della Bella e Filippo Napoletano.

Poche incisioni recano per esteso il nome e cognome dell'artista; data la scarsa produzione, le sue stampe divennero presto rare.

Per le sue molte cariche, sia come ciambellano di corte a Innsbruck, sia come maestro di campo dell'arciduca di Firenze e castellano dell'antica fortezza di Livorno e governatore di quella di Siena, si dedicò all'arte più come amatore che come vero professionista.

Ercole BAZZICALUVA (Pisa, 1610 circa; Firenze, dopo 1641).

Disegnatore ed incisore italiano. Dopo gli studi presso l’accademia di Giulio Parigi, divenne prima “servitore di Sua Altezza Serenissima l’Arciduca di Innsbruck, castellano dell’antica fortezza di Livorno e successivamente della fortezza di Pisa” (Baldinucci). L’arte non era il suo principale punto di interesse, eppure Baldinucci lo descrive come “brillante disegnatore con penna e inchiostro” e i suoi disegni, principalmente soggetti ispirati alla sua esperienza di occupazioni militari, caccie e battaglie, sono altamente apprezzati. I suoi disegni di paesaggi, tra cui la Vista della Valle dell’Arno, con la Villa Ambrogiana” (1633; Florence, Bib. Marucelliana), raro esempio di opera datata, e il suo Paesaggio con Case Rustiche e Mulattiere (Firenze, Uffizi), suggeriscono quel sentimento toscano di piacere per la vita di campagna. Un gruppo di studi per le piante, che ricorda comunque disegni simili di Paul Bril, stupisce per l’accuratezza dell’effetto delle radici nodose e I tronchi degli alberi che si stagliano dieci contro il cielo. Nel 1638 realizzò acqueforti con una serie di soggetti marini e paesaggi che lui stesso descrisse, nella dedica a Ferdinando II de’ Medici, Granduca di Toscana, come “terre straordinarie e immaginarie”. Sebbene questi siano lavori giovanili si presentano comunque come elegantemente composti e bilanciati, e ricordano gli spazi luminosi e la soffice vegetazione che troviamo anche nelle opere di Stefano della Bella e Filippo Napoletano. In quattro incisioni che rappresentano episodi militari (1641) la composizione delle scene, con primi piani ombreggiati a contrasto con un paesaggio ampio, sono ripresi da stampe di Antonio Tempesta. Nello stesso anno, Bazzicaluva realizzò 13 stampe per il poema eroicomico di Bartolomeo Bocchini Le pazzie dei Savi, o vero il Lambertaccio (1641). Una serie di sei incisioni sulla caccia, con datazione ignota, sono invece molto simili in stile alle opere di della Bella.

Ercole BAZZICALUVA (Pisa, 1610 circa; Firenze, dopo 1641).

Disegnatore ed incisore italiano. Dopo gli studi presso l’accademia di Giulio Parigi, divenne prima “servitore di Sua Altezza Serenissima l’Arciduca di Innsbruck, castellano dell’antica fortezza di Livorno e successivamente della fortezza di Pisa” (Baldinucci). L’arte non era il suo principale punto di interesse, eppure Baldinucci lo descrive come “brillante disegnatore con penna e inchiostro” e i suoi disegni, principalmente soggetti ispirati alla sua esperienza di occupazioni militari, caccie e battaglie, sono altamente apprezzati. I suoi disegni di paesaggi, tra cui la Vista della Valle dell’Arno, con la Villa Ambrogiana” (1633; Florence, Bib. Marucelliana), raro esempio di opera datata, e il suo Paesaggio con Case Rustiche e Mulattiere (Firenze, Uffizi), suggeriscono quel sentimento toscano di piacere per la vita di campagna. Un gruppo di studi per le piante, che ricorda comunque disegni simili di Paul Bril, stupisce per l’accuratezza dell’effetto delle radici nodose e I tronchi degli alberi che si stagliano dieci contro il cielo. Nel 1638 realizzò acqueforti con una serie di soggetti marini e paesaggi che lui stesso descrisse, nella dedica a Ferdinando II de’ Medici, Granduca di Toscana, come “terre straordinarie e immaginarie”. Sebbene questi siano lavori giovanili si presentano comunque come elegantemente composti e bilanciati, e ricordano gli spazi luminosi e la soffice vegetazione che troviamo anche nelle opere di Stefano della Bella e Filippo Napoletano. In quattro incisioni che rappresentano episodi militari (1641) la composizione delle scene, con primi piani ombreggiati a contrasto con un paesaggio ampio, sono ripresi da stampe di Antonio Tempesta. Nello stesso anno, Bazzicaluva realizzò 13 stampe per il poema eroicomico di Bartolomeo Bocchini Le pazzie dei Savi, o vero il Lambertaccio (1641). Una serie di sei incisioni sulla caccia, con datazione ignota, sono invece molto simili in stile alle opere di della Bella.