San Francesco d'Assisi

Riferimento: S52062
Autore Cherubino ALBERTI
Anno: 1599
Misure: 200 x 295 mm
450,00 €

Riferimento: S52062
Autore Cherubino ALBERTI
Anno: 1599
Misure: 200 x 295 mm
450,00 €

Descrizione

San Francesco d'Assisi inginocchiato in un paesaggio roccioso, mentre riceve le stimmate da un serafino crocifisso che appare in alto a sinistra. Due angeli lo fiancheggiano, e in basso è presente un cartiglio con un'iscrizione dedicatoria.

Bulino, 1599, datato e firmato in lastra con il monogramma.

Bellissima prova, impressa su carta vergata databile al XVII secolo, con margini, piccole ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione.

Bibliografia

LE BLANC C., MANUEL DE L'AMATEUR D'ESTAMPES, 55; THE ILLUSTRATED BARTSCH, 56.

Cherubino ALBERTI Borgo San Sepolcro 1553 - Roma 1615

Incisore, pittore e costruttore di balestre, originario di Borgo San Sepolcro. Fu attivo a San Sepolcro e Roma fino alla morte, nel 1615. Le sue prime incisioni sono datate 1571. Il centro della sua produzione venne realizzato tra 1571 e il 1590. I soggetti principali erano quelli mitologici, devozionali e ornamentali, nonché ritratti e antichità. Realizzò incisioni ispirandosi ai soggetti di Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Taddeo e Federico Zuccari. Mantenne la proprietà della maggior parte delle sue lastre e si curò della loro pubblicazione. Dopo la sua morte gli eredi ristamparono molti suoi soggetti con il privilegio di Papa Urbano VIII.

Cherubino ALBERTI Borgo San Sepolcro 1553 - Roma 1615

Incisore, pittore e costruttore di balestre, originario di Borgo San Sepolcro. Fu attivo a San Sepolcro e Roma fino alla morte, nel 1615. Le sue prime incisioni sono datate 1571. Il centro della sua produzione venne realizzato tra 1571 e il 1590. I soggetti principali erano quelli mitologici, devozionali e ornamentali, nonché ritratti e antichità. Realizzò incisioni ispirandosi ai soggetti di Raffaello, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Taddeo e Federico Zuccari. Mantenne la proprietà della maggior parte delle sue lastre e si curò della loro pubblicazione. Dopo la sua morte gli eredi ristamparono molti suoi soggetti con il privilegio di Papa Urbano VIII.