La Resurrezione

Riferimento: S17246
Autore Francesco Maria Mazzola detto PARMIGIANINO
Anno: 1531 ca.
Misure: 136 x 211 mm
3.500,00 €

Riferimento: S17246
Autore Francesco Maria Mazzola detto PARMIGIANINO
Anno: 1531 ca.
Misure: 136 x 211 mm
3.500,00 €

Descrizione

Acquaforte e puntasecca, databile al periodo 1531/40, priva della firma dell’artista.

Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame o con sottilissimi margini, tracce di leggere abrasioni perfettamente restaurate, per il resto in ottimo stato di conservazione.

L’interesse per la grafica da parte del grandissimo artista inizia durante il suo viaggio a Roma del 1524 dove frequenta Marcantonio Raimondi e la sua bottega, apprendendo la tecnica del maestro bolognese e l’uso dell’acido. A Roma conosce anche Ugo da Carpi da cui apprende la tecnica del chiaroscuro, ideale per la traduzione a stampa dei disegni. Proprio nella capitale il Parmigianino incide San Pietro e San Giovanni guariscono gli infermi (Bartsch 7), suo celebre primo lavoro grafico all’ acquaforte derivante da un disegno di Raffaello, che rimane l’unica opera prodotta prima del ritorno a Parma. Tutta la restante produzione grafica risale quindi al periodo successivo al 1531.

La scelta dell’artista di dedicarsi personalmente ad una tecnica considerata minore e marginale nasce probabilmente dall’intuizione di poter riprodurre in più esemplari i suoi lavori che attraverso l’uso dell’acquaforte rimanevano molto vicini all’immediatezza del disegno, senza mostrare quella rigidità di traduzione propria dell’incisione al bulino. Il Mazzola si dedicò all’incisione in modo sporadico, per le difficoltà che incontrava nell’usare l’acido; per questo i suoi lavori presentano spesso difetti di morsura, che contraddistinguono gran parte dell’opera grafica di questo maestro sperimentatore, rendendo spesso controversa la catalogazione degli stati delle incisioni.

Secondo il recente catalogo di Mistrali sono quattro gli stati de La Resurrezione; il nostro esemplare presenta caratteristiche comuni a più stati descritti, confermando proprio la consueta differenza di impressioni tipica delle opere del Parmigianino, di difficilissima catalogazione.

In precedenza, la Resurrezione venne eliminata dal corpus delle opere del Parmigianino, mentre attualmente nessuno mette più in dubbio il fatto che il foglio sia una delle più affascinanti acqueforti dell’artista. L’opera è caratterizzata dalla vivacità data dall’armonioso movimento delle figure e dal gioco degli effetti luminosi, che risaltano la figura del Cristo. Questo effetto di chiaroscuro viene ottenuto dal Mazzola attraverso delle aggiunte con la puntasecca, visibili soprattutto nello sfondo. L’analisi stilistica sui disegni preparatori all’opera inducono gli studiosi a datarla alla fine del periodo romano, verso il 1527.

Bibliografia

Bartsch, XVI, 6, Mistrali 16; Parmigianino e il manierismo europeo pp. 330/331, 2.4.4; Parmigianino und sein Kreis, druckgraphik aus der Sammlung Baselitz, pp. 81/85, 24.

Bibliografia

Francesco Maria Mazzola detto PARMIGIANINO (Parma 1503 – Casal Maggiore 1540)

Pittore, disegnatore e autore di stampe italiano. Iniziando una carriera destinata a durare solo due decadi, passò da un precoce successo all’ombra del Correggio, a Parma, ad essere acclamato nella Roma di Clemente VII come nuovo Raffaello. Qui realizzò alcune opere su larga scala, ma allo stesso tempo si avvicinò all’arte della stampa. Dopo il Sacco di Roma del 1527, si trasferì a nord, dove nel corso di una decade realizzò le sue opere più vicine al Manierismo. Dotato sia come pittore di piccoli pannelli, sia di affreschi di grandi dimensioni, fu anche uno dei più penetranti ritrattisti della sua epoca. Nel corso della sua carriera si rivelò un disegnatore compulsivo, non solo in preparazione delle sue opere, ma anche di scene di vita quotidiana ed erotiche.

Bibliografia

Francesco Maria Mazzola detto PARMIGIANINO (Parma 1503 – Casal Maggiore 1540)

Pittore, disegnatore e autore di stampe italiano. Iniziando una carriera destinata a durare solo due decadi, passò da un precoce successo all’ombra del Correggio, a Parma, ad essere acclamato nella Roma di Clemente VII come nuovo Raffaello. Qui realizzò alcune opere su larga scala, ma allo stesso tempo si avvicinò all’arte della stampa. Dopo il Sacco di Roma del 1527, si trasferì a nord, dove nel corso di una decade realizzò le sue opere più vicine al Manierismo. Dotato sia come pittore di piccoli pannelli, sia di affreschi di grandi dimensioni, fu anche uno dei più penetranti ritrattisti della sua epoca. Nel corso della sua carriera si rivelò un disegnatore compulsivo, non solo in preparazione delle sue opere, ma anche di scene di vita quotidiana ed erotiche.