| Reference: | S1545 |
| Author | Giovanni Battista SESTI |
| Year: | 1707 ca. |
| Zone: | Pizzighettone |
| Printed: | Milan |
| Measures: | 150 x 197 mm |
| Reference: | S1545 |
| Author | Giovanni Battista SESTI |
| Year: | 1707 ca. |
| Zone: | Pizzighettone |
| Printed: | Milan |
| Measures: | 150 x 197 mm |
Pianta della città tratta dall'opera di Giovanni Battista Sesti "Piante delle città, piazze e castelli fortificati in questo Stato di Milano con le loro dichiarazioni", edita da Francesco Agnelli per la prima volta a Milano nel 1707 e più volte riedita nel corso del Settecento (1711, 1718 e 1733).
Dedicata al principe Eugenio di Savoia, l'opera di Sesti è una raccolta di piante di città direttamente basata sull'analoga raccolta edita a Milano in lingua spagnola nel 1687 (Ferrari, Mantova nelle stampe, 1985, p. 53 n. 30). Testo di grande suggestione, opera dell'ingegnere e architetto Giovanni Battista Sesti qui chiamato a raffigurare le fortificazioni del territorio milanese al declinare del dominio spagnolo. “Ciascuna delle carte contenenti dichiarazioni storiche e descrizioni delle singole città fortificate è chiusa da un bello e variato fregio, oltre le tavole o piante parimenti incise” (cfr. Arrigoni, n. 913).
“Nei primi anni del XVIII secolo, la guerra di successione spagnola irrompe sull’equilibrio labile dell’Europa e sbaraglia alleanze consolidate. Il capovolgimento politico costringe alcuni ingegneri militari a procacciarsi velocemente nuovi incarichi e a mettersi al servizio di nuovi poteri, esplicitando (o millantando) competenze e capacità grafiche. È il caso di Giovanni Battista Sesti (1636 – post 1714) che ha svolto gran parte della sua carriera sotto gli Asburgo di Spagna e che nel 1707 dedica la prima edizione di un atlante di città al principe Eugenio, nuovo governatore del Ducato di Milano al servizio degli Asburgo d’Austria. La raccolta Piante e delle piazze, e castelli fortificati in questo Stato di Milano con le loro dichiarazioni avrà grande fortuna (ne verranno stampate diverse edizioni in pochi decenni) e nasce da queste premesse. In realtà, l’atlante è una riproposizione di parte delle tavole già pubblicate nel 1687 da Joseph Chafrion (1653-1698), rivelandosi, quindi, poco aggiornato e non del tutto autentico” (cfr Alice Pozzati, Tra Spagna e Austria: Giovanni Battista Sesti ingegnere militare).
Acquaforte, in ottimo stato di conservazione.
Bibliografia
Alice Pozzati, Tra Spagna e Austria: Giovanni Battista Sesti ingegnere militare.
Giovanni Battista SESTI (1636 c.a. – post 1714)
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Giovanni Battista Sesti inizia la sua carriera di ingegnere militare nel 1651 sotto Filippo IV d’Asburgo di Spagna e risulta ancora in attività nel 1714 sotto Carlo VI d’Asburgo d’Austria. Nel 1652 partecipa alla presa di Casale Monferrato, Trino Vercellese e Crescentino come aiutante di ingegnere militare maggiore sotto la direzione dell’ingegnere militare capo Gaspare Beretta (1623-1703). Nel 1661 Sesti parte da Finale Ligure verso l’Estremadura dove si sta combattendo la guerra tra Spagna e Portogallo. Qui prende parte a diversi assedi e progetta sistema fortificati fino al 1662, quando ottiene la licenza di tornare a Milano. È probabile che, in questi anni, si siano rafforzati i rapporti con Beretta, presente a Milano in qualità di sovrintendente delle piazze dello Stato, avvezzo a circondarsi di giovani professionisti che lo affiancano nei diversi cantieri. Negli anni immediatamente successivi, mentre Beretta è inviato a soprintendere le fortezze della Liguria, Sesti è nominato capitano di fanteria ed è inviato in Sicilia, dove rimane fino al 1683. Uno degli ultimi incarichi di Beretta è lo smantellamento delle fortificazioni di Guastalla, operazione che vede l’intervento sia di Giovanni Battista Sesti che di Joseph Chafrion (1653- 1698). Quest’ultimo, si è formato in Spagna, ma esercita la professione in Italia dove diventa capitano della fanteria spagnola nel tercio di Lombardia, ingegnere dell’esercito, cartografo nello Stato di Milano e nella Repubblica di Genova. Lavora per Carlo II d’Asburgo di Spagna a Tortona (1680-90) e partecipa alla battaglia di Staffarda (18 agosto 1690), vinta dai francesi di Luigi XIV. Nel 1687 si dedica alla redazione di un atlante di piazze di città e fortificazioni dedicato a re Carlo II di Spagna. Durante gli anni ’90 del XVII secolo, Sesti è coinvolto nella guerra di Piemonte (1690-97), durante la quale partecipa all’assedio di Cuneo (1691), al progetto di fortificazioni per Mazzuolo Mantovano e alla presa di Carmagnola. Nel 1693 partecipa all’assedio del forte di Santa Brigida, diretto da Gaspare Beretta. Nel 1694 diventa tenente di Mastro di Campo Generale, segue la demolizione della cittadella di Casale Monferrato (1695) ed è responsabile delle fortificazioni di Novara (1696). Dalla fine della guerra di Piemonte le notizie su Giovanni Battista Sesti si perdono e non è, ad oggi, chiaro se sia succeduto o meno al comando di Gaspare Beretta, dopo la sua morte nel 1703. La bibliografia consolidata tuttavia, trasmette una sua sicura sospensione lavorativa dal settembre del 1706 al febbraio del 1707. Quella che emerge, dunque, è la figura di un ingegnere militare che fa parte di una generazione di professionisti che si trova a lavorare in un periodo di grandi capovolgimenti politici, a partire dalla crisi della corona spagnola (innescata con il trattato dei Pirenei del 1659) e terminati con il trattato di Utrecht (1713). In questo clima di instabilità politica, l’esercito e i civili impegnati nelle campagne militari si trovano a dover fare riferimento a nuovi comandanti. Nel caso di Giovanni Battista Sesti, è lui stesso che si adopera per entrare nell’equipe dei collaboratori di uno dei comandanti più illustri dell’epoca: principe Eugenio di Savoia.
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Giovanni Battista SESTI (1636 c.a. – post 1714)
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Giovanni Battista Sesti inizia la sua carriera di ingegnere militare nel 1651 sotto Filippo IV d’Asburgo di Spagna e risulta ancora in attività nel 1714 sotto Carlo VI d’Asburgo d’Austria. Nel 1652 partecipa alla presa di Casale Monferrato, Trino Vercellese e Crescentino come aiutante di ingegnere militare maggiore sotto la direzione dell’ingegnere militare capo Gaspare Beretta (1623-1703). Nel 1661 Sesti parte da Finale Ligure verso l’Estremadura dove si sta combattendo la guerra tra Spagna e Portogallo. Qui prende parte a diversi assedi e progetta sistema fortificati fino al 1662, quando ottiene la licenza di tornare a Milano. È probabile che, in questi anni, si siano rafforzati i rapporti con Beretta, presente a Milano in qualità di sovrintendente delle piazze dello Stato, avvezzo a circondarsi di giovani professionisti che lo affiancano nei diversi cantieri. Negli anni immediatamente successivi, mentre Beretta è inviato a soprintendere le fortezze della Liguria, Sesti è nominato capitano di fanteria ed è inviato in Sicilia, dove rimane fino al 1683. Uno degli ultimi incarichi di Beretta è lo smantellamento delle fortificazioni di Guastalla, operazione che vede l’intervento sia di Giovanni Battista Sesti che di Joseph Chafrion (1653- 1698). Quest’ultimo, si è formato in Spagna, ma esercita la professione in Italia dove diventa capitano della fanteria spagnola nel tercio di Lombardia, ingegnere dell’esercito, cartografo nello Stato di Milano e nella Repubblica di Genova. Lavora per Carlo II d’Asburgo di Spagna a Tortona (1680-90) e partecipa alla battaglia di Staffarda (18 agosto 1690), vinta dai francesi di Luigi XIV. Nel 1687 si dedica alla redazione di un atlante di piazze di città e fortificazioni dedicato a re Carlo II di Spagna. Durante gli anni ’90 del XVII secolo, Sesti è coinvolto nella guerra di Piemonte (1690-97), durante la quale partecipa all’assedio di Cuneo (1691), al progetto di fortificazioni per Mazzuolo Mantovano e alla presa di Carmagnola. Nel 1693 partecipa all’assedio del forte di Santa Brigida, diretto da Gaspare Beretta. Nel 1694 diventa tenente di Mastro di Campo Generale, segue la demolizione della cittadella di Casale Monferrato (1695) ed è responsabile delle fortificazioni di Novara (1696). Dalla fine della guerra di Piemonte le notizie su Giovanni Battista Sesti si perdono e non è, ad oggi, chiaro se sia succeduto o meno al comando di Gaspare Beretta, dopo la sua morte nel 1703. La bibliografia consolidata tuttavia, trasmette una sua sicura sospensione lavorativa dal settembre del 1706 al febbraio del 1707. Quella che emerge, dunque, è la figura di un ingegnere militare che fa parte di una generazione di professionisti che si trova a lavorare in un periodo di grandi capovolgimenti politici, a partire dalla crisi della corona spagnola (innescata con il trattato dei Pirenei del 1659) e terminati con il trattato di Utrecht (1713). In questo clima di instabilità politica, l’esercito e i civili impegnati nelle campagne militari si trovano a dover fare riferimento a nuovi comandanti. Nel caso di Giovanni Battista Sesti, è lui stesso che si adopera per entrare nell’equipe dei collaboratori di uno dei comandanti più illustri dell’epoca: principe Eugenio di Savoia.
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