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| Reference: | S48508 |
| Author | Frederick de WIT |
| Year: | 1657 ca. |
| Zone: | Padova |
| Printed: | Amsterdam |
| Measures: | 510 x 410 mm |
| Reference: | S48508 |
| Author | Frederick de WIT |
| Year: | 1657 ca. |
| Zone: | Padova |
| Printed: | Amsterdam |
| Measures: | 510 x 410 mm |
Pianta di Padova pubblicata da Johannes Janssonius nel 1657 circa, qui nella ristampa di Frederick de Wit edita ad Amsterdam verso il 1694.
Nella raccolta Theatrum urbium Italiae aliarumque in insulis Maris Mediterraneae, Amsterdam s.d. (1657 circa), vol. V. Janssonius si propose di rinnovare il successo riscosso dalle Civitates orbis terrarum del Braun e riuscì ad acquistare in blocco la raccolta di rami dagli eredi dell'ultimo editore-incisore dell'opera di Colonia; eliminati quelli più deteriorati, ne aggiunse parecchi di nuovi, dando origine ad una splendida edizione ricca di tavole decorate da cartigli e cornici di gusto barocco, motivi cari all'autore che comprese le istanze del suo secolo e se ne fece portavoce. Alla fine del secolo Frederik de Wit, che già aveva al suo attivo edizioni di carte e di atlanti, venne in possesso dei rami pubblicati dallo Janssonius e preparò una nuova edizione intitolata Theatrum praecipuarum totius Europae urbium tam iconographice quam cospicue delineatarum, Amsterdam s.d. La pianta non ha subito variazioni rispetto all'edizione di Janssonius, ma non reca il testo descrittivo al verso.
“Esemplata sulla veduta del Merian, la carta si differenzia da questa in modo particolare per la sostituzione della piccola veduta della chiusa sul Brenta con un cartiglio di toponimi e per la variazione delle due colonne di toponimi, in alto a destra, con un cartiglio barocco attorniato da una figura femminile e da tre put-ti, i quali, reggendo tra le mani spighe e altri prodotti dei campi, rappresentano un'evidente allegoria dell'agricoltura. A parte questi dettagli e le dimensioni della tavola, in questo caso sensibilmente aumentate, il disegno si rifà in ogni minimo particolare al modello iconografico testé citato.
L'incisione apparve inizialmente nel Theatrum dello Janssonius, per l'esattezza nel quinto dei sei volumi dedicati nel seguente ordine: alla Germania del nord, alla Germania meridionale (Belgio e Paesi Bassi), all'Europa del nord, alla Francia e alla Svizzera, all'Italia e regioni del Mediterraneo. Con questa pubblicazione l'editore s'era prefisso di riproporre un'opera che raggiungesse analoghi livelli di diffusione del notissimo Civitas orbis terrarum di Georg Braun e in questa prospettiva, intorno al 1653, anno in cui mori Abraham Hogenberg, ultimo dei curatori del Civitates, acquistò dai suoi eredi tutte le lastre di quella raccolta. Dopo aver sostituito i rami maggiormente rovinati con altri, probabilmente, di Welzel Hollar, abile incisore formatosi nella bottega del Merian, lo Janssonius pubblicò la sua pregevole edizione, che raccoglieva 536 tavole e che, quindi, risultava aumentata di 173 lastre originali rispetto alle 363 della grande opera di Colonia. Di quest'ultima si riutilizzarono solamente 36 rami, 232 furono rifatti senza variazioni e 95 con varianti” (cfr. S. Ghironi, Padova - Piante e vedute, n. 37).
Acquaforte con magnifica coloritura a mano, in eccellente stato di conservazione.
Bibliografia
S. Ghironi, Padova - Piante e vedute, n. 37 e n. 46.
Frederick de WIT (1630 - 1706)
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De Wit was one of the most prominent and successful map engravers and publishers in Amsterdam in the period following the decline of the Blaeu and Jansson establishments, from which he acquired many copper plates when they were dispersed at auction. His output covered most aspects of map making: sea charts, world atlases, an atlas of the Netherlands, 'town books' covering plans of towns and cities in the Netherlands and Europe, and wall maps. His work, notable for the beauty of the engraving and colouring, was very popular and editions were issued many years after his death by Pieter Mortier and Covens and Mortier.
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Frederick de WIT (1630 - 1706)
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De Wit was one of the most prominent and successful map engravers and publishers in Amsterdam in the period following the decline of the Blaeu and Jansson establishments, from which he acquired many copper plates when they were dispersed at auction. His output covered most aspects of map making: sea charts, world atlases, an atlas of the Netherlands, 'town books' covering plans of towns and cities in the Netherlands and Europe, and wall maps. His work, notable for the beauty of the engraving and colouring, was very popular and editions were issued many years after his death by Pieter Mortier and Covens and Mortier.
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